📻 Corso Radioamatori ARI Toscana CRT 2025

Materiale didattico e guide di studio per il corso aspiranti radioamatori

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📘 Lezione 04 - Corrente Alternata

📌 Overview


📖 Core Content

🧲 1. Magneti e campo magnetico (⏱ 21:18)

🔹 I magneti permanenti

I magneti sono elementi presenti in natura che sviluppano un campo magnetico nel loro intorno. Le calamite (magneti permanenti) presentano sempre due poli: un polo nord e un polo sud. Il magnete permanente più grande e conosciuto è la Terra stessa, con il suo polo nord e polo sud geografici, su cui si basa il funzionamento delle bussole.

A livello molecolare, i magneti possiedono una struttura in cui ogni particella forma un piccolo dipolo (polo sud e polo nord). Questa polarizzazione interna è una caratteristica intrinseca di alcuni materiali.

Le interazioni tra poli magnetici seguono una regola fondamentale:

🔹 Campo magnetico generato dalla corrente

Un conduttore percorso da corrente genera un campo magnetico nel suo intorno. Le linee di forza di questo campo sono concentriche e coassiali all’asse del conduttore, formando cerchi attorno al filo. Questo fenomeno è visualizzabile con il classico esperimento della limatura di ferro su un foglio di carta attraversato da un filo.

L’intensità del campo magnetico è direttamente proporzionale alla corrente che scorre nel conduttore: più corrente transita, più forte è il campo magnetico generato.

🔹 Induzione elettromagnetica (Faraday, 1830)

Il fenomeno è perfettamente reversibile:

  1. Corrente → Campo magnetico: un conduttore percorso da corrente genera un campo magnetico
  2. Campo magnetico → Corrente: muovendo un magnete vicino a una spira conduttrice, si genera una tensione (e quindi una corrente) nella spira stessa

La tensione indotta è tanto maggiore quanto più è veloce il moto relativo tra il magnete e la spira. Questo principio, scoperto da Faraday e Ørsted, è alla base di generatori, alternatori e trasformatori.


📡 2. L’induttore (bobina, solenoide) (⏱ 29:10)

🔹 Struttura e funzionamento

Un induttore (detto anche bobina o solenoide) si ottiene avvolgendo un conduttore a spirale, con più spire una accanto all’altra, su un supporto. Rispetto al filo rettilineo, l’avvolgimento a più spire rinforza la capacità di produrre campo magnetico.

Quando attraversato da corrente:

🔹 L’induttanza e la sua unità di misura

L’induttanza — grandezza che esprime la capacità di un induttore di generare campo magnetico — si indica con la lettera L e si misura in Henry (simbolo: H).

Definizione: Un Henry corrisponde a un flusso magnetico di 1 Weber quando l’induttore è attraversato da 1 Ampere di corrente.

\[1 \text{ H} = \frac{1 \text{ Wb}}{1 \text{ A}}\]

L’Henry è un’unità di misura molto grande; nella pratica si utilizzano i sottomultipli:

Sottomultiplo Simbolo Valore Notazione esponenziale
millihenry mH 0,001 H $10^{-3}$ H
microhenry µH 0,000001 H $10^{-6}$ H
nanohenry nH 0,000000001 H $10^{-9}$ H

🔹 Fattori che influenzano l’induttanza

L’induttanza di una bobina dipende dalle sue caratteristiche costruttive secondo la formula:

\[L = \mu \cdot \frac{N^2 \cdot S}{l}\]

Dove:

Relazioni di proporzionalità:

⚠️ Queste relazioni di proporzionalità sono frequentemente oggetto di domande d’esame.

🔹 Permeabilità magnetica (µ)

La permeabilità magnetica (µ) è la proprietà di un materiale di magnetizzarsi più o meno intensamente in un campo magnetico. I materiali ferromagnetici (magnetite, ferro, nichel, leghe ferrose) hanno permeabilità elevata e concentrano il flusso magnetico, aumentando l’induttanza.

La permeabilità del vuoto (o dell’aria) è indicata con µ₀ e viene usata come riferimento per esprimere la permeabilità relativa di tutti gli altri materiali.

🔹 Tipologie di induttori


🔗 3. Induttori in serie e in parallelo (⏱ 46:29)

🔹 Collegamento in serie

In un collegamento in serie la stessa corrente attraversa tutti gli induttori. L’induttanza totale è la somma dei singoli valori:

\[L_{tot} = L_1 + L_2 + L_3 + \ldots\]

🔹 Collegamento in parallelo

In un collegamento in parallelo la stessa tensione è applicata a tutti gli induttori. L’induttanza totale si calcola come:

\[\frac{1}{L_{tot}} = \frac{1}{L_1} + \frac{1}{L_2} + \frac{1}{L_3} + \ldots\]

Le formule sono identiche a quelle delle resistenze in serie e in parallelo, sostituendo R con L.

Suggerimento per l’esame: con la calcolatrice, per il parallelo si calcola $1/L_1$, si somma a $1/L_2$, poi a $1/L_3$, e alla fine si fa $1/x$ del totale per ottenere $L_{tot}$.


⏱️ 4. Costante di tempo τ = L/R (⏱ 60:03)

🔹 Comportamento transitorio

Quando si collega un induttore a una tensione continua (o al primo istante di una tensione alternata), la corrente non sale istantaneamente ma cresce con un andamento esponenziale fino a raggiungere il valore di regime (100%).

La costante di tempo (τ, tau) è definita come il tempo impiegato dalla corrente per raggiungere il 63% del suo valore di regime:

\[\tau = \frac{L}{R}\]

Dove:

Il valore di regime (100%) viene raggiunto dopo circa 4–5 costanti di tempo.

Il 63% deriva dalla formula esponenziale: $i(t) = I_{max}(1 - e^{-t/\tau})$; per $t = \tau$ si ottiene $i = I_{max}(1 - e^{-1}) \approx 0{,}63 \cdot I_{max}$.


📐 5. Sfasamento e reattanza induttiva (⏱ 71:01)

🔹 La corrente è in ritardo di 90°

In un induttore alimentato in corrente alternata, la corrente è in ritardo di 90° rispetto alla tensione (oppure equivalentemente: la tensione è in anticipo di 90° rispetto alla corrente). Tensione e corrente si dicono in quadratura.

Questo avviene perché la tensione applicata genera un campo magnetico che produce una forza controelettromotrice, ostacolando l’instaurarsi immediato della corrente.

🔹 Reattanza induttiva ($X_L$)

L’opposizione offerta dall’induttore al passaggio della corrente alternata si chiama reattanza induttiva e si misura in ohm, analogamente alla resistenza.

Formula: \(X_L = 2\pi f L\)

Dove:

Proprietà fondamentali:

🔹 Esercizio svolto: calcolo reattanza

Induttore da 10 mH alimentato a diverse frequenze:

Frequenza Calcolo Reattanza $X_L$
100 kHz $2\pi \times 100.000 \times 0{,}01 = 6{,}28 \times 1000$ 6.280 Ω
1 MHz $2\pi \times 1.000.000 \times 0{,}01 = 6{,}28 \times 10.000$ 62.800 Ω
10 MHz $2\pi \times 10.000.000 \times 0{,}01 = 6{,}28 \times 100.000$ 628.000 Ω

Importante per l’esame: nelle formule bisogna sempre convertire i valori nei loro multipli/sottomultipli canonici (Hz, H, Ω) prima di eseguire i calcoli. Per semplificare, si possono usare le notazioni esponenziali: ad esempio $10 \text{ mH} = 10 \times 10^{-3}$ e $100 \text{ kHz} = 100 \times 10^{3}$, semplificando $10^{3}$ con $10^{-3}$.


🌀 6. Effetto pelle (⏱ 78:07)

🔹 Distribuzione della corrente ad alta frequenza

L’effetto pelle (skin effect) è il fenomeno per cui, a frequenze elevate, la corrente alternata tende a scorrere prevalentemente sulla superficie esterna del conduttore, anziché distribuirsi uniformemente sulla sezione.

Questo avviene perché al centro del conduttore si ha una maggiore concentrazione di linee di campo magnetico, che oppone maggiore reattanza al passaggio della corrente. La corrente “cerca” il percorso con meno opposizione, ovvero la superficie.

Per questo motivo, nelle applicazioni ad alta frequenza si usano fili di rame argentato: lo strato di argento all’esterno, essendo un conduttore migliore del rame, riduce ulteriormente la resistenza al passaggio della corrente sulla superficie.

⚠️ Non ci sono domande d’esame sul calcolo della profondità dell’effetto pelle, ma è un concetto da conoscere.


⚡ 7. Il trasformatore (⏱ 96:51)

🔹 Principio di funzionamento

Il trasformatore è un dispositivo elettrico formato da due induttori (avvolgimento primario e secondario) accoppiati magneticamente attraverso un nucleo ferromagnetico. Funziona esclusivamente in corrente alternata.

Il principio è la mutua induzione: la corrente alternata che scorre nel primario genera un campo magnetico variabile che si concatena con il secondario attraverso il nucleo, inducendo una tensione (e quindi una corrente) nel secondario.

Attenzione: se un trasformatore viene alimentato in corrente continua, l’avvolgimento primario presenta quasi solo la resistenza del filo (molto bassa), comportandosi come un quasi-cortocircuito. Non si ha trasferimento di energia al secondario e il trasformatore può danneggiarsi.

🔹 Rapporto di trasformazione

Il rapporto di trasformazione (K) è il rapporto tra il numero di spire del primario e del secondario:

\[K = \frac{N_P}{N_S} = \frac{V_P}{V_S}\]

La tensione in uscita dal secondario vale:

\[V_S = \frac{V_P}{K}\]

Dove:

🔹 Conservazione della potenza

Il rendimento di un trasformatore è prossimo al 100%: la potenza trasferita dal primario si ritrova quasi identica sul secondario, ma con parametri diversi di tensione e corrente.

\[P_P = V_P \times I_P \approx P_S = V_S \times I_S\]

Se il trasformatore abbassa la tensione (riduttore), la corrente disponibile sul secondario aumenta proporzionalmente, e viceversa.

🔹 Esercizio svolto

Un trasformatore con primario di 500 spire e secondario di 25 spire:

Un trasformatore 220 V / 22 V (K = 10) con 1 A sul primario:

🔹 Trasformatore elevatore e riduttore

Il trasformatore è perfettamente reversibile:

Le linee ad alta tensione usano trasformatori elevatori per trasportare l’energia a grandi distanze: aumentando la tensione si riduce la corrente, e quindi si riducono le perdite per effetto termico ($P = R \times I^2$) nei cavi.

Nota storica: la disputa tra Edison (corrente continua) e Tesla (corrente alternata) si risolse a favore di Tesla proprio grazie alla possibilità di usare il trasformatore per il trasporto efficiente dell’energia elettrica.


🔗 Concept Map (testuale)


📝 Key Takeaways

  1. Un conduttore percorso da corrente genera un campo magnetico; il fenomeno è reversibile (induzione elettromagnetica di Faraday).
  2. L’induttanza si misura in Henry (H), ma nella pratica si usano millihenry (mH), microhenry (µH) e nanohenry (nH). L’induttanza cresce con $N^2$, con la sezione S e con la permeabilità µ, mentre diminuisce con la lunghezza dell’avvolgimento.
  3. In un induttore alimentato in corrente alternata, la corrente è in ritardo di 90° rispetto alla tensione.
  4. La reattanza induttiva $X_L = 2\pi fL$ è l’opposizione dell’induttore al passaggio di corrente alternata. Aumenta linearmente con la frequenza e con l’induttanza.
  5. Gli induttori in serie si sommano ($L_{tot} = L_1 + L_2 + …$); in parallelo si usa la formula del reciproco, identica alle resistenze.
  6. Il trasformatore funziona solo in corrente alternata e trasforma tensione e corrente secondo il rapporto $K = N_P/N_S$, conservando la potenza.
  7. Nelle formule bisogna sempre usare le unità di misura canoniche (H, Hz, Ω), convertendo da multipli/sottomultipli prima del calcolo.

❓ Comprehension Questions

  1. Perché un induttore oppone resistenza al passaggio della corrente alternata ma non della corrente continua?
  2. Come cambia l’induttanza di una bobina se si raddoppia il numero di spire mantenendo invariati tutti gli altri parametri?
  3. Un induttore da 5 mH viene alimentato a 200 kHz. Qual è la sua reattanza induttiva? Spiegare il procedimento di conversione delle unità.
  4. Perché il trasformatore non funziona con la corrente continua? Cosa succederebbe collegando una batteria al primario?
  5. Un trasformatore ha un rapporto di trasformazione di 15. Se la tensione sul primario è 300 V e la corrente è 2 A, quali sono tensione e corrente sul secondario?
  6. Spiegare perché le linee elettriche ad alta tensione utilizzano trasformatori elevatori e in che modo questo riduce le perdite di energia.
  7. Qual è la differenza tra un induttore toroidale e uno con nucleo assiale in termini di dispersione del campo magnetico?
  8. Perché l’effetto pelle è rilevante nelle applicazioni ad alta frequenza e come si mitiga nella pratica?

📚 Glossary


👥 Partecipanti


📅 Informazioni Lezione

Campo Valore
Lezione 04
Data 26 marzo 2025
Durata ~2 ore e 20 minuti
Numero argomenti 7
Parole chiave induttore, induttanza, Henry, campo magnetico, induzione elettromagnetica, Faraday, reattanza induttiva, $X_L = 2\pi fL$, trasformatore, rapporto di trasformazione, effetto pelle, serie, parallelo, costante di tempo