📻 Corso Radioamatori ARI Toscana CRT 2025

Materiale didattico e guide di studio per il corso aspiranti radioamatori

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📘 Lezione 18 - Interferenze e EMC

📌 Overview


📖 Core Content

1. 🔍 Introduzione e contesto storico (⏱ 00:00–12:00)

La lezione si apre con una breve correzione del quiz della lezione precedente (Lezione 16 — Strumenti di misura), poi il nuovo docente Paolo si presenta e annuncia che terrà quattro lezioni: la prima sulla propagazione, la seconda sulle linee di trasmissione e le ultime due sulle antenne.

Paolo introduce l’argomento della propagazione partendo dalla storia delle telecomunicazioni radio:

Il docente sottolinea come la scoperta delle onde corte sia stata fondamentale per i radioamatori e per le comunicazioni a lunga distanza con potenze ridotte.


2. 📡 Il campo elettromagnetico (⏱ 12:00–20:00)

Il campo elettromagnetico è costituito da due componenti inscindibili:

I due campi sono perpendicolari tra loro e perpendicolari alla direzione di propagazione. Si sostengono a vicenda: la variazione di uno genera l’altro, permettendo all’onda di propagarsi indefinitamente nello spazio.

Impedenza dello spazio libero — Il rapporto tra il campo elettrico e il campo magnetico nel vuoto è una costante fondamentale:

\[Z_0 = \frac{E}{H} = 377 \, \Omega\]

⚠️ Domanda d’esame! L’impedenza dello spazio libero è pari a 377 Ω. Questo valore è una costante fisica e compare frequentemente nelle domande d’esame.

Velocità di propagazione — Nel vuoto, le onde elettromagnetiche si propagano alla velocità della luce:

\[c = 300.000 \, \text{km/s} = 3 \times 10^8 \, \text{m/s}\]

In mezzi diversi dal vuoto, la velocità di propagazione diminuisce in funzione delle caratteristiche dielettriche del mezzo.


3. 📐 Polarizzazione (⏱ 20:00–25:00)

La polarizzazione di un’onda elettromagnetica è definita dal piano del campo elettrico rispetto al suolo:

⚠️ Domanda d’esame! La polarizzazione è determinata dall’orientamento del campo elettrico, non del campo magnetico.

Per ottimizzare la ricezione, l’antenna ricevente dovrebbe avere la stessa polarizzazione dell’onda trasmessa. Un disallineamento di polarizzazione causa una significativa perdita di segnale.


4. 📊 Spettro elettromagnetico e lunghezza d’onda (⏱ 25:00–32:00)

Le onde radio occupano la porzione dello spettro elettromagnetico compresa tra 3 kHz e 300 GHz. La suddivisione in bande segue una nomenclatura standardizzata:

Sigla Nome Frequenza Lunghezza d’onda
VLF Very Low Freq. 3–30 kHz 100–10 km
LF Low Frequency 30–300 kHz 10–1 km
MF Medium Frequency 300 kHz–3 MHz 1 km–100 m
HF High Frequency 3–30 MHz 100–10 m
VHF Very High Freq. 30–300 MHz 10–1 m
UHF Ultra High Freq. 300 MHz–3 GHz 1 m–10 cm
SHF Super High Freq. 3–30 GHz 10–1 cm
EHF Extremely High F. 30–300 GHz 1 cm–1 mm

La lunghezza d’onda (λ) è lo spazio percorso dall’onda in un’oscillazione completa ed è legata alla frequenza dalla relazione:

\[\lambda = \frac{300}{f_{(\text{MHz})}} \quad [\text{metri}]\]

oppure in forma più generale:

\[\lambda = \frac{c}{f}\]

dove $c$ è la velocità della luce e $f$ la frequenza in Hz.

Esempio: la banda dei 40 m corrisponde a $f = 300/40 = 7{,}5$ MHz (approssimativamente i 7 MHz della banda amatoriale).


5. 📉 Attenuazione del segnale (⏱ 32:00–37:00)

L’attenuazione di un segnale radio in spazio libero aumenta con la distanza e con la frequenza. La relazione fondamentale è:

\[\text{Attenuazione} \propto d^2 \times f^2\]

Ciò significa che:

⚠️ Domanda d’esame! L’attenuazione in spazio libero è proporzionale al quadrato della distanza e al quadrato della frequenza.

Questo spiega perché le frequenze più basse (HF) sono preferite per comunicazioni a lunga distanza, mentre le frequenze più alte (UHF, SHF) sono utilizzate per comunicazioni a breve raggio o con antenne ad alto guadagno.


6. 🌐 I quattro tipi di propagazione (⏱ 37:00–50:00)

Esistono quattro modalità principali di propagazione delle onde radio:

🔹 1. Propagazione in spazio libero (portata ottica)

Si verifica quando trasmettitore e ricevitore sono in visibilità diretta (line of sight). Tipica delle frequenze VHF e superiori. La portata è limitata dalla curvatura terrestre e dall’altezza delle antenne. Utilizzata nelle comunicazioni satellitari e nei ponti radio.

🔹 2. Propagazione per onda di terra

L’onda si propaga seguendo la superficie terrestre, “aggrappandosi” al suolo grazie alla sua conducibilità. È efficace solo alle frequenze molto basse (VLF, LF, parte delle MF). La polarizzazione verticale è fortemente preferita perché il campo elettrico verticale interagisce meglio con il suolo conduttivo. L’attenuazione dipende dalla conducibilità del terreno: il mare salato è il miglior conduttore, il terreno asciutto e roccioso il peggiore.

🔹 3. Propagazione troposferica

Sfrutta i fenomeni di rifrazione e diffusione nella troposfera (0–15 km di altitudine). La troposfera contiene il 90% dei gas atmosferici ed è un mezzo neutro (non ionizzato). Le variazioni di temperatura, pressione e umidità creano gradienti dell’indice di rifrazione che curvano i raggi radio oltre l’orizzonte ottico.

🔹 4. Propagazione ionosferica

Sfrutta la riflessione e rifrazione delle onde radio da parte degli strati ionizzati della ionosfera (80–400 km). È il meccanismo fondamentale per le comunicazioni a lunga distanza in onde corte (HF). Le caratteristiche di questo tipo di propagazione dipendono fortemente dallo stato della ionosfera, che a sua volta è influenzata dall’attività solare.


7. 🌍 L’atmosfera terrestre e la ionosfera (⏱ 50:00–58:00)

🔹 La troposfera

Si estende dal suolo fino a circa 15 km di altitudine. Contiene il 90% della massa gassosa dell’atmosfera. È un mezzo neutro (non ionizzato) e causa fenomeni di rifrazione sulle onde radio a causa dei gradienti di temperatura e umidità.

🔹 La ionosfera

Si estende da circa 80 km a 400 km di altitudine. È costituita da plasma ionosferico: gas rarefatto le cui molecole sono ionizzate dalla radiazione solare (raggi UV, raggi X, raggi gamma). Il livello di ionizzazione varia con l’altitudine, l’ora del giorno, la stagione e il ciclo solare.

La ionosfera è suddivisa in strati con caratteristiche diverse:

Strato Altitudine Caratteristiche principali
D 60–90 km Solo diurno (scompare dopo il tramonto). Causa assorbimento delle frequenze sotto 5–6 MHz. Effetto dannoso per la propagazione HF.
E 100–140 km Variabile giorno/notte. Decadimento più graduale rispetto a D. Può contribuire alla propagazione.
F 150–400 km Strato principale per la propagazione HF. Sempre presente. Di giorno si divide in F1 (più basso, meno ionizzato) e F2 (più alto, massima ionizzazione). Di notte si ricombina in un unico strato F a quota più alta ma con ionizzazione inferiore.

Lo strato D è particolarmente importante da ricordare: è presente solo di giorno e causa assorbimento, non riflessione. Per questo le bande basse HF (sotto i 5–6 MHz) funzionano meglio di notte, quando lo strato D scompare.


8. 📈 Frequenza critica, zona d’ombra, MUF, LUF e FOT (⏱ 58:00–74:00)

🔹 Frequenza critica (f₀)

La frequenza critica è la massima frequenza che viene riflessa dalla ionosfera con incidenza verticale (perpendicolare). I suoi valori variano enormemente:

La f₀ è monitorata costantemente dall’INGV di Roma con ionosonde che effettuano misurazioni ogni 15 minuti.

Tre comportamenti fondamentali a seconda della frequenza:

  1. f < f₀Riflessione totale: l’onda viene completamente riflessa dalla ionosfera. Si forma una cavità tra suolo e ionosfera (fenomeno sfruttato dalle frequenze VLF/LF).
  2. f > f₀Rifrazione angolo-dipendente: l’onda penetra nella ionosfera ma viene piegata e può tornare a terra. L’angolo di incidenza determina se l’onda viene riflessa o attraversa lo strato. Possibilità di zona d’ombra.
  3. f » f₀Trasparenza: l’onda attraversa la ionosfera senza essere deviata. Condizione sfruttata per le comunicazioni satellitari.

🔹 Zona d’ombra

Quando $f > f_0$, i fasci con angolo di incidenza troppo verticale “bucano” la ionosfera e si perdono nello spazio. Solo i fasci con angoli più radenti vengono rifratti a sufficienza per tornare a terra. Questo crea una zona d’ombra: un’area circolare intorno al trasmettitore che non può essere raggiunta né dall’onda di terra (troppo lontana) né dall’onda ionosferica (troppo vicina). La zona d’ombra si estende tipicamente da alcune decine fino a centinaia di chilometri.

🔹 MUF — Maximum Usable Frequency

La MUF è la massima frequenza utilizzabile per un collegamento ionosferico su un determinato percorso. Approssimativamente:

\[\text{MUF} \approx 3 \times f_0\]

La MUF varia con la posizione geografica, l’ora del giorno e lo stato del ciclo solare. Per realizzare un collegamento, la MUF deve essere superiore alla frequenza operativa lungo tutta la tratta.

🔹 LUF — Lowest Usable Frequency

La LUF è la minima frequenza utilizzabile, determinata principalmente dall’assorbimento dello strato D. Le frequenze troppo basse subiscono un’attenuazione eccessiva attraversando gli strati bassi della ionosfera.

🔹 FOT — Frequenza Ottimale di Traffico

La FOT è la frequenza operativa consigliata per ottenere le migliori condizioni di collegamento:

\[\text{FOT} = 80\text{–}90\% \times \text{MUF}\]

⚠️ Domanda d’esame! La FOT è l’80–90% della MUF e rappresenta la frequenza ottimale di lavoro per garantire collegamenti affidabili.


9. 🌏 Distanza massima e riflessioni multiple (⏱ 74:50–78:32)

🔹 Distanza massima per singolo salto

Con una singola riflessione ionosferica, la distanza massima raggiungibile è di circa 3.500 km. Questo valore si calcola per semplice geometria considerando:

🔹 Riflessioni multiple

Per superare i 3.500 km sono necessarie riflessioni multiple (multi-hop). Il segnale riflesso dalla ionosfera torna a terra, viene riflesso dal suolo e risale verso la ionosfera, compiendo più “salti”. L’attenuazione è molto elevata perché ad ogni salto il segnale attraversa gli strati bassi (specialmente lo strato D).

🔹 Duct mode (modalità condotto)

In condizioni particolari, il segnale rimbalza nello spazio compreso tra lo strato F e lo strato E, senza toccare terra. Questo comporta un’attenuazione molto inferiore perché si evitano sia le riflessioni a terra sia l’attraversamento dello strato D.

🔹 Chordal mode (modalità cordale)

Il fascio, una volta raggiunto lo strato F, prosegue pressoché orizzontalmente all’interno dello strato ionizzato fino a raggiungere terra a grande distanza. Anche questa modalità presenta attenuazione ridotta.

Sia il duct mode che il chordal mode sono rari e si verificano in condizioni particolari, ma producono segnali molto più forti rispetto alle riflessioni multiple tradizionali. La scarsissima prevedibilità della propagazione ionosferica deriva proprio dalla molteplicità di questi meccanismi.


10. ☀️ Il ciclo solare e l’influenza sulla propagazione (⏱ 79:20–96:17)

Il livello di ionizzazione della ionosfera è direttamente dipendente dall’attività solare. Esistono quattro cicli fondamentali:

🔹 1. Ciclo undecennale delle macchie solari

Il ciclo più importante, con durata di circa 11 anni. Il SSN (Sunspot Number — numero di macchie solari) varia da zero a oltre 200–300.

Dati storici dei cicli solari:

Il SFI (Solar Flux Intensity — intensità del flusso solare) è un altro indicatore correlato al numero di macchie solari.

Oltre al ciclo regolare, esistono fenomeni improvvisi (SID — Sudden Ionospheric Disturbances): brillamenti, buchi coronali, eruzioni solari, tempeste magnetiche. Questi sono più frequenti nei periodi di massima attività.

🔹 2. Ciclo di rotazione solare (~27 giorni)

Il Sole ruota sul proprio asse in circa 25 giorni, ma dal punto di vista di un osservatore terrestre la stessa zona della superficie solare riappare dopo circa 27 giorni (perché la Terra nel frattempo si è spostata sulla propria orbita).

Poiché le macchie non sono distribuite uniformemente, il livello di radiazione varia con ciclicità di 27 giorni. Regola pratica: se si verificano ottime condizioni di propagazione, è probabile che si ripresentino dopo circa 26–27 giorni.

🔹 3. Ciclo orbitale terrestre (stagionale)

L’inclinazione dell’asse terrestre di 23,5° rispetto al piano dell’eclittica causa l’alternanza delle stagioni. Questo influenza:

🔹 4. Ciclo di rotazione terrestre (giorno/notte)

L’alternanza giorno/notte ha effetti molto importanti sugli strati ionosferici:

🔹 Effetti pratici sulla propagazione

Durante massimo solare (come ora): la differenza tra giorno e notte per le bande alte HF (sopra i 40 m) è ridotta. Le bande rimangono aperte anche di notte.

Durante minimo solare: le bande sopra i 40 m si aprono solo nelle ore centrali del giorno. Di notte la MUF scende sotto i 10 MHz, rendendo inutilizzabili le bande alte.

Grey line (linea grigia) — Il periodo immediatamente dopo il tramonto offre condizioni eccellenti: lo strato D scompare rapidamente (eliminando l’assorbimento sulle bande basse) mentre lo strato F mantiene ancora un’elevata ionizzazione. I valori di MUF restano elevati per diverse ore dopo il tramonto.


11. 🌊 Attenuazione nelle riflessioni a terra (⏱ Q&A)

Nelle riflessioni multiple, ogni “rimbalzo” a terra introduce un’attenuazione che dipende fortemente dalla natura del suolo:

Superficie Attenuazione per salto
Acqua di mare < 1 dB (media 0,5 dB)
Terreno 2–5 dB
Neve/ghiaccio fino a 5 dB (peggiore)

Questo spiega importanti fenomeni pratici:


12. 🔄 Via corta e via lunga (⏱ Q&A)

Per raggiungere una destinazione agli antipodi, esistono due percorsi possibili:

La scelta dipende dalla MUF lungo l’intero percorso. A volte la via lunga funziona quando la via corta non lo consente, perché le condizioni di ionizzazione sono favorevoli su quel percorso alternativo.

Esempio classico: Italia → Australia/Nuova Zelanda

Nonostante la distanza maggiore (e uno o due salti in più), la via lunga può produrre segnali più forti grazie alla minore attenuazione nelle riflessioni a terra.


13. 📡 Propagazione transequatoriale — TEP (⏱ Q&A)

Il TEP (Trans-Equatorial Propagation) è un fenomeno di propagazione che permette collegamenti a lunghissima distanza attraverso l’equatore.

🔹 Meccanismo

L’Anomalia di Ionizzazione Equatoriale (EIA) crea due “creste” di altissima ionizzazione a circa 10–12° a nord e sud dell’equatore magnetico. Il segnale sfrutta un chordal mode: sale nella prima cresta, prosegue orizzontalmente nello strato ionizzato, e scende attraverso la seconda cresta.

🔹 Condizioni necessarie

🔹 Frequenze e prestazioni

Il fenomeno è stato scoperto e studiato approfonditamente grazie alle anomalie riscontrate nei sistemi GPS nelle aree equatoriali.


14. 🔻 Angolo di radiazione e propagazione (⏱ Q&A)

Anticipando i temi delle lezioni sulle antenne, il docente sottolinea che l’angolo di radiazione dell’antenna è un fattore cruciale per la propagazione a lunga distanza:

Questo argomento sarà trattato in dettaglio nelle lezioni sulle antenne.


15. 🔬 Effetti della ionizzazione sulle distanze (⏱ Q&A)

Un concetto apparentemente controintuitivo: quando la ionizzazione è più elevata (ad esempio d’estate), la zona d’ombra si riduce e si possono collegare corrispondenti più vicini. Quando la ionizzazione cala, si perdono prima i corrispondenti più vicini (quelli raggiunti con angoli alti), non quelli lontani (raggiunti con angoli bassi).

Questo spiega perché d’estate la propagazione sugli 11 m e 10 m appare “più corta”: la maggiore ionizzazione consente riflessione con angoli di incidenza più ripidi, riducendo la distanza minima raggiungibile.

⚠️ Questo comportamento è una tendenza statistica, non una regola assoluta, perché la radiazione solare non è costante.


🔗 Concept Map (testuale)


📝 Key Takeaways

  1. L’impedenza dello spazio libero è 377 Ω, costante fisica data dal rapporto E/H nel vuoto. Concetto ricorrente nelle domande d’esame.

  2. La polarizzazione è definita dal piano del campo elettrico: verticale se E è perpendicolare al suolo, orizzontale se parallelo.

  3. La lunghezza d’onda si calcola con λ = 300/f(MHz), formula fondamentale per tutti i calcoli in radiofrequenza.

  4. L’attenuazione in spazio libero è proporzionale a d² × f²: raddoppiando distanza o frequenza, l’attenuazione quadruplica (6 dB).

  5. La ionosfera ha tre strati principali: D (solo diurno, causa assorbimento), E (variabile), F (strato principale per la propagazione HF, sempre presente).

  6. La FOT (80–90% della MUF) è la frequenza ottimale per i collegamenti, non la MUF stessa, per garantire un margine di sicurezza.

  7. La distanza massima con un singolo salto ionosferico è circa 3.500 km; distanze maggiori richiedono riflessioni multiple, duct mode o chordal mode.

  8. Il ciclo solare di 11 anni è il fattore più importante per la propagazione HF: in massimo solare le bande alte sono aperte anche di notte, in minimo solare solo durante il giorno.

  9. Le riflessioni sul mare attenuano 0,5 dB per salto contro 2–5 dB su terra: questo spiega perché il Sud America dall’Italia è il DX più forte a parità di distanza.

  10. La grey line (subito dopo il tramonto) offre condizioni eccellenti: strato D scompare (meno assorbimento) mentre strato F mantiene alta ionizzazione.


❓ Comprehension Questions

  1. Perché l’impedenza dello spazio libero è una costante e quale relazione lega campo E e campo H? In che modo questo concetto si applica al dimensionamento delle antenne?

  2. Spiegare perché lo strato D è considerato “dannoso” per la propagazione HF e come la sua presenza/assenza influenza la scelta delle bande operative nelle diverse ore del giorno.

  3. Se la frequenza critica f₀ è di 8 MHz in un dato momento, quale sarebbe approssimativamente la MUF e la FOT? Quale banda amatoriale risulterebbe ottimale?

  4. Descrivere il meccanismo del duct mode e spiegare perché produce segnali più forti rispetto alle riflessioni multiple tradizionali.

  5. Come si spiega che il Sud America sia costantemente il “miglior DX” dall’Italia, nonostante non sia la destinazione più vicina? Utilizzare i dati sull’attenuazione per salto nella risposta.

  6. Perché durante i periodi di elevata ionizzazione la distanza minima raggiungibile (skip distance) si riduce? Questo fenomeno è controintuitivo: spiegare il meccanismo geometrico sottostante.

  7. Quali sono i quattro cicli che influenzano la ionizzazione terrestre e quale tra questi è il più rilevante per la pianificazione dei collegamenti HF a lunga distanza?

  8. Spiegare le condizioni necessarie perché si verifichi la propagazione transequatoriale (TEP) e il motivo per cui funziona prevalentemente lungo i meridiani.

  9. Un radioamatore nota che 27 giorni dopo un’ottima apertura in 10 m, le condizioni sono nuovamente favorevoli. Quale ciclo solare spiega questo fenomeno?

  10. Confrontare i vantaggi e svantaggi della via corta e della via lunga per un collegamento Italia–Nuova Zelanda, considerando sia la MUF sia l’attenuazione per riflessione a terra.


📚 Glossary


👥 Partecipanti


📅 Informazioni Lezione

Campo Valore
Numero lezione 18
Data 03/09/2025 (mercoledì)
Durata ~2 ore e 28 minuti
Numero argomenti 15
Parole chiave propagazione, campo elettromagnetico, impedenza 377 Ω, polarizzazione, spettro EM, lunghezza d’onda, attenuazione, ionosfera, strato D, strato E, strato F, frequenza critica, MUF, LUF, FOT, zona d’ombra, ciclo solare, SSN, SFI, riflessioni multiple, duct mode, chordal mode, grey line, TEP, via corta, via lunga